Tela intessuta da Hadrian @ 10:48 - sabato, 09 febbraio 2008
Apro io l'angolo della poesia proponendo uno scritto che conclude la mia raccolta di poesie "Il profumo bagnato della sera" nella quale ripercorro le varie tappe dell'amore (quello giovanile, quello più maturo, quello per per i figli, i genitori, la natura, gli animali, la vita). Nonostate tutto l'amore resiste.....questa la riflessione finale.
Eppure l’amore resiste
alle insidie del tempo.
E’ un attimo inciso
fulmine che percuote
la dura quercia
disegnando
indelebile traccia.
E passa il tempo
su rotaie ingiallite
e l’edera invade
ogni arbusto
del giardino dimenticato.
Ma il segno
percorso dall’acqua
sotto la scorza
resta pur vivo.
Puoi non vederlo
oppure dimenticare
o sopprimere infine
ogni segnale
ma in fondo resta
una pallida impronta
dolce a parlarti.
Tela intessuta da Hadrian @ 17:01 - giovedì, 07 febbraio 2008
Roberto guardò l’orologio e calcolò che entro mezz’ora avrebbe finito di preparare la cena, in tempo per l’arrivo di Giulia che, dopo le sue insistenze, aveva finito per accettare l’invito.
Si era innamorato di lei un anno prima. L’aveva notata nel nuovo negozio di abbigliamento di via Verdi e le aveva fatto una corte spietata. Ci aveva messo quasi un mese, prima che lei si decidesse ad uscire con lui. Aveva dovuto acquistare due vestiti, cinque camicie e una dozzina di cravatte ma finalmente era riuscito nel suo intento.
La prima volta l’aveva portata a cena in un locale alla moda, raffinato. Non aveva mai fatto brutta figura con le sue ospiti. Aveva scelto un menù particolare che gli aveva consentito di farsi apprezzare per le sue conoscenze culinarie. E aveva fatto colpo.
Giulia, tuttavia, aveva un problema. Si era da poco separata da Franco e non era ancora pronta per un altro rapporto. Glielo aveva anche detto, per non creargli false aspettative.
E Roberto aveva atteso pazientemente, colmandola di attenzioni, sempre sperando.
Ma proprio quando era convinto di avercela fatta, Giulia gli aveva confidato che Franco le aveva telefonato per dirle che era ancora innamorato di lei. E così si erano incontrati.
“E’ buono” gli aveva detto Giulia “penso che mi rimetterò con Franco, mi pare cambiato”.
Lui l’aveva sconsigliata di riprendere quella relazione che, secondo lui, non avrebbe potuto funzionare ma lei gli era apparsa sempre più convinta con i suoi “..e Franco è buono…anche se un po’ geloso, Franco è caro, Franco è dolce”. Che palle.
Così avevano ripreso a frequentarsi e Roberto aveva ottenuto soltanto che si sarebbero rivisti quella sera, in una sorta di cena d’addio, perché Giulia non poteva più permettersi di frequentarlo, pur essendole caro, soprattutto per la gelosia di Franco.
Mentre ripensava a tutto ciò udì il suono del campanello.
Era Giulia, come al solito puntuale ai suoi appuntamenti.
Era splendida. Aveva indossato, per la circostanza, un elegante completo nero, attillato, che faceva risaltare le sue forme e che la rendevano ancor più desiderabile.
“Stronza” pensò Roberto, che tuttavia l’accolse con il consueto calore. Servì un aperitivo analcolico e quindi andò a prendere in cucina l’antipasto che aveva richiesto una lunga preparazione e che ora sperava riscuotesse l’approvazione dell’invitata.
Giulia si sedette a tavola, perfettamente imbandita, al cui centro ardevano due grosse candele rosse. Roberto spense le luci, per creare la giusta intimità.
“Se permetti ti servo io” propose Roberto, deponendo nel piatto di Giulia due fette di carne.
“Buono” osservò Giulia, dopo il primo assaggio.
“Mi confidi la preparazione?” interrogò poi.
“Ho tagliato delle carni miste e quindi le ho ridotte in cubetti” spiegò Roberto. E continuò: “Quindi ho preparato della gelatina liquida ed in metà di questa ho messo una mezza bustina di granulato, mezzo cucchiaio di bacche miste (ginepro, pepe nero, coriandolo ed altro), la carne tagliata a cubetti, un po’ di sale ed ho fatto cuocere per una ventina di minuti. Quindi ho tagliato delle verdure a dadini e le ho aggiunte alla gelatina. Ho fatto cuocere ancora il tutto per un minuto. Poi ho unito del prosciutto tagliato a cubetti, ho trasferito il preparato in una terrina ed ho aggiunto l’altra metà della gelatina. Ho lasciato raffreddare in frigo……ed ecco qui l’antipasto freddo servito a fette.”
“Sei veramente delizioso” osservò Giulia “saresti un marito ideale”.
“Degusta questo Chianti” propose Roberto celando a mala pena la ferita che Giulia aveva riaperto nel suo cuore.
“Ottimo anche il vino, sei veramente un intenditore, non c’è che dire” esclamò Giulia dopo aver degustato il Chianti.
“Dimmi di Franco” propose Roberto ostentando la sua finta sicurezza.
“Non so che altro dirti che tu già non sappia” osservò Giulia. “E’ buono, molto buono…ed io lo amo veramente. A te che sei mio amico, un vero amico, posso dirlo”. Ed aggiunse: “Se Franco non esistesse…saresti tu il primo nel mio cuore”.
“Io ti amo veramente, cretina’” pensò Roberto. Ma non replicò.
“Vado a prendere il secondo” disse invece, per evitare l’imbarazzo.
Giulia gli sorrise, dolcemente.
Roberto andò in cucina e fece ritorno con un piatto ovale in acciaio, munito di coperchio salva calore. Sollevò il coperchio ed annunciò: “Ora gusterai delle polpettine ai carciofi e mi dirai se anche queste sono di tuo gusto”.
“A condizione che tu mi dica come le hai preparate” replicò Giulia.
“Ora ti spiego. Mi piace svelare i miei segreti” acconsentì Roberto.
Quindi illustrò: “Ho preso dei carciofi, li ho ripuliti, li ho tagliati a metà e li ho messi a bagno in acqua acidula con qualche goccia di limone. Ho messo del pane carré a bagno nel latte. Ho quindi disossato della carne che ho poi tritato nel tritatutto. Ho poi strizzato il pane carré e l’ho unito alla carne con l’aggiunta di un uovo intero, sale e pepe. Con il composto ho preparato le polpette che vedi, le ho passate leggermente nella farina. Ho tritato del porro e della cipolla che ho fatto poi soffriggere in padella con un po’ d’olio e di burro. Ho messo quindi le polpette nella padella lasciandole prendere colore dai due lati. Le ho poi salate e pepate, ho unito i carciofi tagliati a fettine ed ho innaffiato il tutto con un bicchiere di vino bianco. Ho quindi fatto prendere il bollore, ho coperto la padella ed ho lascito cuocere le polpette per circa venti minuti. Ora, quando te le servirò, vi aggiungerò il sughetto ai carciofi e sentirai che delizia”.
Giulia era rimasta ad ascoltare Roberto a bocca aperta. Lo conosceva come un fine intenditore di cibo ma ora la stava sorprendendo.
Anche le polpette risultarono squisite e Giulia non lesinò i complimenti.
Seguì il dolce, una squisita torta semifredda al cioccolato che Roberto aveva preparato e conservato in frigorifero. Quindi il gelato con del whisky e un buon caffè.
I due parlarono del più e del meno evitando di soffermarsi sul fatto che quella cena prelibata rappresentava un addio.
Il tempo passò in fretta e verso mezzanotte Giulia annunciò che doveva andarsene.
Non disse a Roberto che aveva un appuntamento telefonico con Franco, che aveva messo al corrente, il giorno prima, di quella cena.
D’altra parte nemmeno Roberto le disse che lei non avrebbe più potuto rivedere Franco perché quella mattina gli era capitato in casa, lo aveva aggredito a causa della sua gelosia per Giulia e nella colluttazione era rimasto ucciso.
Non poteva nemmeno dirle che ora Franco, o quello che di lui era rimasto, si trovava nel grosso refrigeratore. Ma soprattutto non poteva spiegarle la provenienza di quella carne utilizzata per preparare l’antipasto e le polpettine ai carciofi.
D’altra parte Giulia stessa aveva sempre detto che Franco era un po’ geloso ma buono…molto buono.




